SOLO ESPERA

SOLO ESPERA, 2007, tecnica mista su carta, 15x10 cm, / mixed media on paper

SOLO ESPERA, 2007, installazione misure variabili, 12 elementi da 15x10 cm / installation of variable measures, 12 pieces each 15×100 cm

 

Testo di Chiara Gatti su SOLO ESPERA

Ci sono tutti gli elementi della poetica di Patrizia Novello in questo polittico, più simile a un’installazione in cui pittura, scrittura e piccoli “prelievi” della vita reale dialogano fra loro a formare un racconto senza soluzione di continuità. Da leggere come in un libro aperto, in un susseguirsi di capitoli, l’opera snocciola per immagini gli episodi di una storia privata, raccolta sotto il titolo evocativo Solo Espera, letteralmente “solo aspetta”. La storia si sviluppa, come la più classica delle trame, attraverso un inizio (the beginning), una narrazione fatta di nove episodi – che corrispondono ai casi della vita, come l’incontro, l’amore, la casa, la morte – per approdare a un finale a sorpresa che coincide, per la verità, con un ritorno al principio. La logica è quella dell’apologo circolare. “E la fine di tutto il nostro esplorare”, scriveva Thomas Eliot, “sarà tornare là dove siamo partiti e conoscere quel luogo per la prima volta”. Su questa forma di argomentazione esistenziale, Patrizia Novello innesta la sua sensibilità pittorica. Ogni pagina è di fatto costruita, come una sorta di miniatura contemporanea. Dal foglio “dipinto” a quadretti, alle citazioni di vecchie poesie trascritte da una macchina per scrivere scarica d’inchiostro. Dagli spilli arrugginiti (reperto degli anni trenta) per appuntare le pagine, ai disegni stesi di getto, con florilegi di simboli da interpretare. Si tratta di un diario segreto smembrato e ricomposto. Dove realtà e finzione viaggiano di pari passo. Dove il gioco sta nel riuscire a leggere quello che la fantasia ha disegnato.

Chiara Gatti, testo in catalogo, SerrONE Biennale Giovani Monza, Silvana Editoriale, 2007

 

Text by Chiara Gatti on SOLO ESPERA

All the elements of Patrizia Novello's poetics are present in this polyptych, which is more like an installation in which painting, writing and small “samples” of real life interact with each other to form a seamless narrative. To be read like an open book, in a succession of chapters, the work recounts in images the episodes of a private story, collected under the evocative title Solo Espera, literally “just wait”. The story unfolds, like the most classic of plots, through a beginning, a narrative made up of nine episodes – corresponding to life events such as encounters, love, home and death – to arrive at a surprise ending that actually coincides with a return to the beginning. The logic is that of a circular apologue. 'And the end of all our exploring,“ wrote Thomas Eliot, 'will be to arrive where we started and know the place for the first time”. Patrizia Novello grafts her pictorial sensibility onto this form of existential argument. Each page is in fact constructed as a sort of contemporary miniature. From the “painted” sheet of graph paper to the quotations from old poems transcribed by a typewriter with no ink. From rusty pins (a relic from the 1930s) to pin the pages, to drawings sketched out in a rush, with a collection of symbols to be interpreted. It is a secret diary that has been taken apart and put back together again. Where reality and fiction go hand in hand. Where the game is to be able to read what the imagination has drawn.

Chiara Gatti, catalogue text, SerrONE Biennale Giovani Monza, Silvana Editoriale, 2007